
Il Polo Culturale è formato dal Polo Museale e Bibliotecario. Il complesso Culturale è istituito al fine di promuovere e diffondere servizi socio – culturali, favorire la conoscenza e lo sviluppo; tutela i «beni di interesse archeologico, storico, artistico, ambientale, architettonico e paesistico, archivistico e librario e ogni altro bene che costituisca testimonianza materiale e immateriale avente valore di civiltà»; supportano l’attività didattica, di formazione e di ricerca; sostengono e promuovono le attività presenti sul territorio; promuovono l’attività di ricerca, la diffusione della cultura, la conservazione, il restauro, la catalogazione ed ostensione di beni culturali. Attenzione particolare sarà dedicato all’incremento delle collezioni, all’attività espositiva e didattica, in collaborazione con le Scuole di ogni ordine e grado, gli Istituti culturali e di ricerca, con le Università, Associazioni, il mondo della cultura, dell’Impresa, in ogni ambito. I Poli (Museale e Bibliotecario) sono dotati di spazi espositivi, di studio e laboratori ali, con supporto multimediale, ma anche di spazi aperti nel territorio: masserie, laboratori di artigiani, con la possibilità di seguire, quando possibile, le varie fasi di lavoro (Mudam). Gli spazi, come detto, sono dotati di una tecnologia che permette di arricchire le percezioni sensoriali della visita e non solo, come sottolineato in precedenza, attraverso informazioni aggiuntive con contenuti digitali di varia natura, come il wafi interno, i QRCODE in realtà aumentata, postazioni informatiche e altro ancora. il Poli anno lo scopo, inoltre, di promuove il recupero e la valorizzazione dei beni culturali (materiali e immateriali), l’apertura di laboratori didattici, in collaborazione con il mondo del lavoro, le imprese, la scuola i centri universitari e di ricerca, nonché con gli Istituti demo-etno-antropologici.
OBIETTIVI DEL POLO CULTURALE
- a) educativo – dalla scuola fino all’educazione permanente, il bene culturale porta ad un’elevazione della qualità della vita e alla crescita della persona umana; è considerato un input per la soddisfazione di un bisogno fondamentale;
- b) turistico – il bene è messo a disposizione per la visita: sarà quindi necessario custodirlo, restaurarlo, renderlo fruibile. Le motivazioni, oltre a quelle della domanda educativa, possono essere lo svago, il viaggio, ecc.;
- c) di ricerca – in questo caso siamo in presenza sia di una fruizione, sia di un input per le altre fruizioni; il bene culturale è considerato come “documento” per procedere a studi relativi a varie discipline e a diversi settori;
- d) di conservazione – la domanda di conservazione esprime il bisogno della collettività di mantenere il valore in sé dei beni culturali, indipendentemente dalle fruizioni;
- promuovere la ricerca, lo studio, la catalogazione e la fruizione pubblica dei beni, garantendone la conservazione, anche con propri laboratori;
- promuovere le attività finalizzate alla conoscenza del patrimonio museale e sostenere progetti di sviluppo museale, anche in sedi diverse;
- valorizzare il patrimonio culturale e museale, migliorandone la fruizione;
- sviluppare strategie idonee ad incrementare la quota di autofinanziamento delle strutture afferenti al Polo, anche attraverso la realizzazione di specifici progetti;
- promuovere la crescita culturale e professionale del personale assegnato.
IL POLO CULTURALE COMPRENDE:
- POLO MUSEALE
Il Polo Museale ha il compito di:
- realizzare percorsi multidisciplinari che contribuiscano all’ampliamento delle conoscenze ed alla formazione degli studenti e della cittadinanza;
- collaborare all’attività divulgativa;
- curare e sviluppare le attività espositive permanenti e temporanee;
- promuovere le attività istituzionali e l’immagine del Comune e del Territorio, nonché la valorizzazione economica del patrimonio artistico ambientale e culturale;
- promuovere e partecipare ad attività editoriali, sia scientifiche che divulgative;
- realizzare e partecipare a progetti museologici locali, regionali, nazionali, comunitari e
internazionali;
- realizzare progetti multimediali
- promuovere e valorizza la ricerca, il recupero dei beni culturali (materiali e immateriali), le performing arts, organizza laboratori didattici, in collaborazione con il mondo del lavoro, le imprese, la scuola e i centri universitari e di ricerca, nonché con gli Istituti demo-etno-antropologici
Afferiscono al Polo Museale, all’atto della costituzione, le seguenti strutture museali:
- PALAZZO GIANNETTASIO:
(CASA DELLA CULTURA –MUSEO DEMO- ETNO-ANTROPOLOGICO, intitolato a “NICCOLA GIANNETTASIO, con le seguenti sezioni
espositive:
- Etnografico (Civiltà Contadina)
- Pinacoteca
- sezione Rholf
- testi antichi
- mediateca
- Laboratorio didattico
- CASTELLO Federico II (Normanno-Svevo)
– ricco di cinque sezioni espositive, sale a tema multimediali e laboratori artigianali.
Sezioni:
- Sala della tortura
- Sala delle armature
- Sala d’armi
- Sala dei costumi
- 2 Sale espositive di arte
- Laboratorio didattico e sala conferenza
- Sala proiezioni docu-film storici
- MUDAM (Museo Diffuso di Arti e Mestieri)
Laboratori di artigianato di arti e mestieri ed enogastronomici, all’interno del castello e sparsi nel territorio
- Laboratorio di liuteria Jonica ( maestro Corrado)
- Laboratorio di ceramica
- Laboratorio della zampogna e altri strumenti tradizionali
- Laboratori nel territorio
B – POLO BIBLIOTECARIO
PALAZZO TARSIA
polo bibliotecario, ricco di tre sezioni:
BIBLIOTECA-MEDIATECA
- CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
- CENTRO STUDI CALABRO-LUCANO (direzione onoraria di Luigi Lombardi Satriani).
- \Fanno parte ancora del “Polo Culturale” beni di interesse storico architettonico, archeologico e monumentale, in modo particolare: la Chiesa Madre, la cappella di San Rocco, la cappella Madonna delle Virtù, altri luoghi sacri, il “TEATRO VALLE”, IL TEATRO-CAVEA “La PORTELLA”, l’ARCHIVIO comunale, con sede nel palazzo municipale, nonché le aree archeologiche dei conventi ESISTENTI NELL’AREA URBANA.
Cresce l’attesa ad Oriolo, uno dei “Borghi più belli d’Italia”, per l’appuntamento storico in programma domenica 20 maggio, quando la preziosa “reliquia del dito grosso del piede destro” di San Francesco di Paola sarà accolta per la prima volta nella storia presso il Santuario dedicato al grande taumaturgo calabrese, per ritornare in serata ad Oriolo. Nel 1483 San Francesco lasciò la Calabria alla volta della Francia. Non fece più ritorno nei suoi luoghi natali e morì a Plessis-Lez-Tours il 2 aprile 1507, venerdì santo. Il 20 maggio 2018, l’alluce mummificato dell’eremita francescano tornerà dunque a Paola per la prima volta dopo oltre 500 anni. Un altro tassello importante, decisivo, che conferma la venerabilità della reliquia e quindi la sua inconfutabile veridicità, già confermata con una lettera del 9 maggio 2008a firma della Postulazione Generale dei Minimi di Paola, indirizzata all’allora parroco di Oriolo, don Nicola De Luca. L’Amministrazione Comunale di Oriolo, la parrocchia San Giorgio Martire guidata dal nuovo sacerdote don Nicola Mobilio, la Città di Paola e la Basilica – Santuario di San Francesco hanno organizzato nei dettagli questo storico pellegrinaggio che coinvolgerà la comunità di Oriolo ma anche tanti fedeli e amministratori locali dei comuni viciniori.